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Il Byp Yak è un modello che è stato concepito dal campione Quique Somenzini per l’acrobazia estrema indoor 3D. (Foto 1 - 2) Le capacità acrobatiche di questo modello sono praticamente limitate solo dalla capacità di chi lo pilota poiché è veramente in grado di sconfessare un innumerevole numero di leggi fisiche grazie alle sue doti da acrobatico purosangue.
Il Byp Yak è costruito con un materiale molto leggero ed elastico al punto giusto per assorbire anche atterraggi non perfetti senza rompersi. La scatola contiene la fusoliera già completamente assemblata. La cura nella costruzione è molto elevata e chi se ne intende già al tatto si rende subito conto non solo della precisione con cui è stata assemblata ma anche della bontà del progetto. La fusoliera, infatti, è molto alta e profilata, buone credenziali per un volo lento a coltello… |
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Foto 1 - Modello finito (da sinistra)
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Foto 2 - Modello finito (da destra)
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Le ali sono pronte da incollare alla fusoliera avendo già gli alettoni incernierati con dello specifico nastro. Le ali inoltre sono state rinforzate con numerosi tondini di carbonio che impediscono una eccessiva flessione sotto sforzo. Anche nei punti di ancoraggio dei tiranti di sostegno sono presenti delle boccole che aumentano il punto di appoggio.
Anche i timoni sono pronti da installare già incernierati, ad eccezione del timone di profondità posteriore che è incernierato solo per metà perchè prima di essere fissato deve essere inserito nella sede della fusoliera. Altri accessori, come il carrello con le ruote e tutto il necessario per la tiranteria, completano il contenuto della scatola. |
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Foto 3 - Incollaggio ala inferiore
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Foto 4 - Incollaggio montante ala
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L’assemblaggio si inizia con l’incollaggio dell’ala inferiore (Foto. 3), per queste operazioni potete utilizzare della colla ciano specifica per il depron ed il relativo attivatore. Applicando l’ala vedrete che ci sono dei fori per i servi sia nell’ala stessa che nella fusoliera. Facendoli combaciare, la simmetria dell’ala risulterà esatta. Anche se la scatola contiene pezzi altamente precisi è comunque buona norma prendere l’abitudine di controllare che tutto risulti allineato correttamente. In questo caso va analizzato che le punte estreme dell’ala (quelle posteriori) abbiano la stessa distanza dal centro della coda. Di questo controllo trovate anche un’indicazione con immagine nel manuale di montaggio.
Si passa poi ad installare le cabane nell’ala appena incollata, aiutatevi con una squadretta e con un altro oggetto che vi permetta di incollarla con un angolo retto rispetto l’ala. (Foto. 4) |

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Foto 5 - Installazione ala superiore
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Foto 6 - Tiranti ala
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Appoggiate ora l’ala superiore nella sede predisposta dagli incastri, alle estremità troverete anche le cabane che si incastrano nelle aperture già pronte, qualche goccia di colla e attivatore ed il gioco è fatto! (Foto. 5). La struttura è predisposta per tutta una serie di rinforzi in carbonio. I rinforzi si vanno ad ancorare a delle sedi già pronte nelle varie parti delle ali formando una “X” nella porzione centrale da cui parte un rinforzo che si collega ad una “V” nella parte esterna delle ali. (Foto. 6). Questi tiranti nella zona centrale della “X” vanno legati con del filo presente negli accessori ed imbevuto in seguito di ciano, il risultato è una struttura rigidissima in grado di dare leggerezza abbinata alla precisione in seguito nel pilotaggio. |
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Foto 7 - Installazione Timoni
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Foto 8 - Motore Park 370 Outrunner
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Giunti a questo punto si possono installare i timoni, per primo quello di profondità. (Foto. 7) Una volta infilato nella sede si può incollare la parte mobile avendo cura che sia esattamente allineata con la rispettiva altra parte. La parte fissa del timone, invece, deve essere incollata in modo da essere allineata con le ali, è importante prestare cura a questa operazione che influenza notevolmente le qualità acrobatiche dello Yak.
Il timone direzionale va fissato incollando semplicemente le cerniere, anche questa operazione, come le precedenti, richiede pochissimo tempo.
Un’altra operazione veloce da fare è l’installazione del carrello. Appoggiatelo nella sede sotto la fusoliera, se notate che c’è un po’ di lasco potete fissarlo con della colla a caldo. Questo tipo di colla potrà esservi utile anche per fissare le carenature sempre del carrello.
Il motore impiegato è il Park 370 Outrunner E-Flite, trattasi di un motore a cassa rotante ad alta efficienza che può essere applicato all’interno della fusoliera. Prima però è necessario effettuare un operazione per girare l’albero del motore che originariamente è al contrario per le esigenze di questo modello. Nella foto (Foto. 8) potete vedere dove esce l’albero originariamente nel motore, quindi si procede svitando il grano che lo tiene in posizione e si spinge nella parte opposta. |
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Foto 9 - Motore "girato"
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Foto 10 - Castello motore
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Come si vede dalla foto, l ’albero assume lasua nuova posizione. (Foto.9) Appena l’alberò sporgerà dovrete spostare il fermo nella nuova sede che vedrete spuntare in corrispondenza del cuscinetto e nel nuovo retro del motore va messo il grano in modo che blocchi definitivamente l’albero.
A questo punto il motore può essere avvitato al parafiamma tramite 4 bulloncini ed è pronto per essere collegato al resto dell’impianto. (Foto. 10)
Va poi installato il supporto per l’elica che incorpora l’ogiva (incluso negli accessori del motore) e va applicata un’elica APC 9x4,7.
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Foto 11 - Motore e regolatore
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Foto 12 - Servo direzionale
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Il collegamento motore-regolatore non richiede saldature utilizzando l’ EFLA311B, un regolatore con potenze gestibili fino a 20A che possiede già i connettori pronti per essere collegati con quelli del motore. I connettori sono del tipo dorato ad alta efficienza. (Foto. 11)
Questo regolatore incorpora le ultime novità in quanto a sicurezza ad esempio proteggendo il motore contro gli avvii accidentali, oppure per la salvaguardia dei pacchi batteria potendo programmare l’adeguata tensione di arresto del motore per chi utilizza il regolatore con pacchi Li-Po o NiMH/NiCd. Il circuito BEC è possibile decidere di tenerlo attivo o disattivato.
L’installazione dei servocomandi E-flite S75 è veloce grazie alle sedi pronte e precise presenti nella struttura. Il servocomando può essere fissato attraverso una goccia di ciano oppure una goccia di colla a caldo perché la temperatura impiegata sia adeguata. I timoni di direzione e profondità sono collegati con il sistema a fili, (Foto. 12 e 13) un sistema che ha dei grandi pregi quali la precisione, l’assenza di laschi, l’assenza di attriti. Nella foto potete vedere i cavetti messi in posizione per le prova ma non ancora fissati. Se potete, fateli passare due volte nella boccola che, stringendosi, li bloccherà e fate in modo che siano abbastanza tesi. |
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Foto 13 - Servo profondità
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Foto 14 Servo alettoni
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Una volta che avete stabilito la giusta posizione nel regolare i servocomandi (usate le squadrette più grandi in dotazione) mettete una goccia di ciano nei punti dove il filo viene pressato per essere fissato, questa goccia di colla sarà un ulteriore garanzia per il comando.
Per gli alettoni, invece, viene usato un sistema con delle aste di comando. (Foto. 14) Questo sistema è efficiente ed adatto specialmente nei biplani dove lo sforzo sostenuto da un solo servocomando è più elevato dovendo spostare simultaneamente 4 parti mobili! Fate quindi in modo che tutte le parti mobili siano precise e non vi siano approssimazioni o attriti. La regolazione comunque è facilitata dai nottolini che vengono impiegati nelle squadrette (la barra di comando vi scorre all’interno e tramite una vite viene fissata). Ricordatevi sempre, quando impiegate viti metalliche, di usare una goccia di frenafiletti!
Collegate tutte le componenti elettroniche ad una ricevente (micro se possibile) e predisponete il programma radio.
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| Escursione delle parti mobili |
Volo normale |
3D |
Alettoni: +/- 60mm |
Alettoni: +/- 78mm |
Elevatore: +/- 70mm |
Elevatore: +/- 100mm |
Direzionale: +/- 70mm |
Direzionale: +/- 105mm |
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Usando le corse massime è consigliabile impostare anche un po’ di esponenziale che può variare da un 30% fino a 70% a seconda del proprio stile di volo.
Come batteria potete utilizzare un pacco a tre celle Li-Po. Come capacità potete andare dai 450-800mAh a seconda del rapporto prestazioni/durata che desiderate ottenere.
Il baricentro come punto iniziale può essere di 82mm partendo dal bordo di entrata dell’ala superiore. |
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Il volo |
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Foto 15 - Decollo
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Foto 16 - Verticale
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Il modello può decollare sia dalle proprie mani come da un terreno liscio. (Foto. 15) Lo stile di volo è inconfondibile, il Bip Yak è molto reattivo, pronto per eseguire immediatamente i comandi impartiti. La sua rigidezza sia nel tronco della fusoliera che nelle ali fa percepire un’assoluta precisione anche in quelle manovre che tendono a far torcere la struttura. In altri modelli queste situazioni fanno perdere parte del controllo in precisione, lo Yak invece può essere strapazzato a volontà senza il minimo pericolo di cedimenti avendo cura di costruirlo secondo le istruzioni.
A seconda delle vostre capacità potete regolare le corse delle parti mobili fino ad usarle nella loro massima escursione e saggiare fino in fondo le sue doti acrobatiche.
La velocità del volo non è mai alta e tutte le Fotoure acrobatiche possono essere effettuate a velocità straordinariamente basse.
Il timone di direzione ha un’efficacia sorprendente facendo girare il modello di piatto in un metro!
L’atterraggio non è un problema visto che il carico alare è bassissimo, nemmeno quando si scende con il comando a cabrare completamente alzato, addirittura con un po’ di vento è possibile scendere a mò di elicottero con un filo di motore!
Altre manovre come l’hovering e il torque roll sono facilmente eseguibili e, per chi ancora non ha imparato a farle, il Byp Yak saprà essere un buon maestro che vi porterà al successo! (Foto. 16)
Non resta che augurare a tutti gli appassionati di acrobazia indoor buoni voli e felici atterraggi con il Byp Yak E-flite.
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